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Lambrusco The Barani

Provenienza, vinificazione e abbinamenti del vino emiliano per eccellenza: Il Lambrusco.

Per conoscere le origini del Lambrusco bisogna analizzare l’etimologia del nome stesso di questo vino. Secondo alcuni infatti la parola Lambrusco deriva dall’unione di due termini latini: labrum, che significa “margine dei campi” e ruscum, ovvero “pianta spontanea”. Sappiamo che il Lambrusco era già noto in epoca romana, grazie ad alcuni autori come Virgilio e Catone che descrivono questo vino nei loro testi. Tuttavia non si trova traccia documentata della sua coltivazione fino al XIV secolo. Tutto ciò fa ipotizzare che il Lambrusco inizialmente fosse una pianta selvatica, che cresceva spontaneamente ai margini delle strade e delle coltivazioni.
Nel ‘500, il medico del Papa Sisto V descrive il Lambrusco come un vino speziato e spumeggiante, proveniente dalle campagne modenesi. Alcuni documenti del 1800 sono invece fonte certa  dell’esportazione del Lambrusco in Francia. Nei primi del ‘900 il Lambrusco era un vino secco e fresco, apprezzato per la sua spuma leggera, dovuta alla fermentazione naturale in bottiglia. Negli anni ‘70 e ‘80 questo vino viene apprezzato particolarmente negli Stati Uniti d’America: considerato un vino semplice e non corposo, gli americani ne apprezzano ben presto la semplicità e la bassa gradazione alcolica. Oggi il Lambrusco è uno dei vini più venduti in Italia, insieme al Chianti e al Montepulciano d’Abruzzo.

Lambrusco: da dove viene

La zona di produzione del Lambrusco per eccellenza è il modenese, ma il Lambrusco viene prodotto anche in provincia di Reggio Emilia, Mantova, Parma e Bologna. Le tipologie di Lambrusco Doc della provincia di Modena sono tre: Lambrusco di Sorbara, prodotto nella bassa modenese, Lambrusco Salamino di S. Croce, prodotto nella zona nord-ovest della provincia, e Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, tipico della zona collinare. Sebbene siano omonimi, queste tre tipologie di Lambrusco devono essere considerate separatamente, poiché ognuno di essi si presenta con caratteristiche organolettiche differenti rispetto agli altri.
Il Lambrusco di Sorbara, famoso per le sue tipiche note floreali, può essere prodotto rispettando un minimo di 60% di uve del vitigno omonimo, unito al Lambrusco Salamino fino a un massimo del 40%.  Il Lambrusco Salamino è quello più diffuso, poiché questo vitigno garantisce una produzione costante. Prodotto con uve provenienti dall’omonimo vitigno per un minimo del 90%, si caratterizza per un colore rosato o rosso rubino tendente al viola e un’effervescenza intensa e fruttata. Il vino Lambrusco Grasparossa ha un’effervescenza moderata e un sapore intenso, ma armonico. Le uve utilizzate per la vinificazione di questo vino Lambrusco sono dell’omonimo vitigno per un minimo dell’85%, mentre il resto proviene dagli altri due vitigni.
Nella provincia di Reggio Emilia si possono distinguere due diverse zone di produzione del Lambrusco, una pianeggiante e l’altra collinare, mentre il Lambrusco mantovano si realizza mescolando prevalentemente vitigni reggiani e modenesi. A Parma, il Consorzio volontario per la Tutela dei Vini “Colli di Parma”, costituito tra produttori, viticoltori e vinificatori della collina parmense, ha lo scopo di tutelare, migliorare e promuovere la produzione dei vitigni DOP. Tra questi il Lambrusco di qualità Maestri, vitigno molto apprezzato per la sua capacità di dare corpo e colore al vino.

Come si vinifica il Lambrusco

Il Lambrusco è solitamente un vino frizzante e la sua effervescenza è naturale, mentre la variante ferma risulta essere non solo più rara, ma anche meno apprezzata. Un tempo, la fermentazione di questo vino veniva bloccata durante l’inverno, per essere poi ripresa in primavera, una volta imbottigliato. Oggi la sua produzione avviene generalmente con il metodo Charmat, originariamente inventato dall’italiano Federico Martinotti alla fine del 1800, poi ripreso dal francese Eugène Charmat che costruì e brevettò l’attrezzatura per la rifermentazione controllata.
Con il metodo Charmat, il vino viene racchiuso in autoclavi nelle quali sono presenti lieviti naturali selezionati che, combinandosi con zuccheri e sali minerali, generano la rifermentazione. Successivamente, il vino viene spostato in un’altra autoclave, dove viene filtrato in un ambiente isobarico per evitare perdite di anidride carbonica. Viene poi refrigerato a basse temperature, filtrato nuovamente ed imbottigliato in sovrapressione. Le bottiglie utilizzate durante l’imbottigliamento devono avere caratteristiche ben precise: i vetri devono essere resistenti e abbastanza spessi da sopportare la pressione, mentre i tappi, realizzati in sughero, devono essere coperti dalla classica gabbia.

Lambrusco The Barani: abbinamenti consigliati

Il Lambrusco che offriamo ai nostri clienti al The Barani Food & Shop proviene dall’unione dei vitigni Salamino, Montericco e Ancellotta. Il vitigno Montericco è di origine reggiana e conferisce al vino un sapore fresco e un colore delicato, mentre l’Ancellotta, anch’esso reggiano, rende il Lambrusco amabile e fruttato, donando a questo vino il classico colore rosso rubino.
Il Lambrusco The Barani è perfetto per essere abbinato con tutti i piatti della tradizione emiliana e parmigiana in particolare. Ottimo quando gustato con formaggi, salumi e torta fritta, si abbina perfettamente anche ai primi piatti, come tortelli o anolini, oltre che ai secondi di carne, come i bolliti o il cotechino. Noi lo consigliamo abbinato al nostro Parmigiano Reggiano, insieme a un cesto di torta fritta e a un buon Prosciutto di Parma o a un salame di Felino!

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